A fuoco lento, senz’alcuna reazione
Sono innatamente ottimista, ma questo continuo inneggiare al lavoro quale unica strada da perseguire per uscire dal tunnel della crisi (appello particolarmente ricorrente nel suo mandato da parte del Presidente del Consiglio in carica Enrico Letta) sembra quasi una sorta di canto del cigno, una nena a cui ci stiamo pericolosamente abituando.
Tutti, ovunque nel Bel Paese, continuiamo a subire di tutto, a sopportare i sacrifici più ardui, senza mostrare il benché minimo senso critico. Per molto meno (rincaro dei trasporti pubblici), gli studenti brasiliani stanno mettendo sottosopra un Paese intero, subendo le cariche violente dei corpi speciali della polizia carioca.
L’Italia, grande paese di santi ed eroi, non sembra ancora pronta a mostrare la sua giusta reattività rispetto a un periodo difficile che sta durando ormai da troppi anni. L’impressione è quella che, chiacchiere a parte, mentre l’agonia della Grecia è stata a dir poco fulminante, quella di casa nostra ci sta consumando tutti a fuoco lento, con una sofferenza lunga e lieve che tuttora non sappiamo quando e come mostrerà il suo epilogo.
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Bentornato, Giro!
Nello scorso settembre, all’atto dell’annuncio, plaudii al risultato ma, al tempo stesso, auspicai una macchina organizzativa che evitasse alla nostra Isola pessime figure.
Oggi che la tappa del Giro d’Italia ad Ischia è realtà, al di là di tante cose che certamente potevano essere curate in modo migliore, non posso che dire BRAVI BRAVI BRAVI a tutti coloro i quali hanno reso possibile questo importante evento; una vetrina d’indubbio valore per tutti noi e per il nostro comparto turistico in particolare.
Godiamoci tutti questo splendido momento di visibilità, giornata ecologica compresa! Poi, un secondo dopo, rendiamoci conto che le maniche devono necessariamente restar rimboccate. Il momento è quello che è!
Leggi tuttoBenedetto, ancora oggi hai ragione!
Eravamo tra la seconda metà dell’ottocento e la prima del novecento, ma già una mente superiore come quella di Benedetto Croce riusciva a partorire considerazioni che, ancora oggi, sono più che attuali.
All’epoca, il noto idealista scriveva senza esitazione: “Il vero politico onesto è il politico capace!“. Ho sempre creduto molto in questa massima, sin dalla prima volta che mi fu citata dal “solito” Peppino Brandi e mi è tornata in mente assistendo alle prime dichiarazioni dei nuovi protagonisti del Parlamento italiano.
Ho vissuto la “voglia di nuovo a tutti i costi” del ’94 e ne fui protagonista; ho ravvisato la necessità dell’apporto d’esperienza politica con cui abbiamo vinto le elezioni ischitane nel 2002, ma in ogni caso non ho mai creduto al “vecchio” quale male assoluto per antonomasia.
“Governo dei partiti? No! Governo tecnico? Vedremo! L’ultimo governo tecnico è stato il più politico di tutti“. Capigruppo parlamentari a scadenza trimestrale eletti per alzata di mano . Incompetenza diffusa. Luoghi e procedure: queste sconosciute. Quest’affascinante nuovo che avanza, denso di palese, inconfutabile incapacità e tanta predicata (ma non ancora praticata) trasparenza, mi preoccupa almeno quanto la potenziale disonestà dei protagonisti. E Voi, che ne pensate? Tanto, “cchiù ner r’a mezanott nun po venì!”
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