Chiuso anche il “Blanco”. Perché?

Stava lavorando già molto bene, il “Blanco” a Casamicciola. Ma è stato chiuso! Proprio come accadde al “Friends”: stava rosicchiando sempre più gente alla “concorrenza” e, guarda caso, fu chiuso, costringendo i proprietari a ricorrere alle “cure legali” dell’Avv. Bruno Molinaro e ottenere la riapertura dopo un’autentica battaglia giudiziaria contro il Comune di Ischia. Per quanto ne so, la motivazione consisterebbe in ottanta persone in più di quelle consentite dalla capienza del locale. Oh, bella!

Solita premessa d’obbligo: i Borsò non hanno mai speso un soldo per lavoro da me (peggio per loro, considerato che la targa esterna che gli hanno fornito dopo due giorni dall’installazione già perdeva lettere), quindi scansate via il pensiero di una “marchetta”. Ma la domanda mi sorge spontanea: come mai qualsiasi nuovo locale da ballo che apre ad Ischia non riesce mai ad essere trovato perfettamente in regola, mentre chi opera in questo settore da tanto, nonostante risse, sovraffollamento, requisiti discutibili e violazione finanche dei divieti di fumo, riesce a lavorare indisturbato? E’ possibile che la Legge non possa essere realmente uguale per tutti, facendo sì che vinca il migliore e al mattino il sole spunti proprio per chiunque pretenda -legittimamente- di fare serenamente il proprio lavoro?

In giro c’è una voce: dietro la storia del “Blanco” ci sarebbe una denuncia per corruzione elevata dai proprietari nei confronti di “pubblici ufficiali”. Ne parlavano questa sera ad Ischia Ponte alcuni ragazzi che mangiavano una crepes, ma naturalmente non so dirVi se è una semplice chiacchiera di paese o se la cosa sia vera. Intanto, l’estate del “Blanco” è praticamente finita!

(photo: ildispari.it)

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Terme di Ischia: la cura-Fimiani si vede tutta!

Questa sera sono stato all’inaugurazione delle “Terme di Ischia” che, come molti sanno, saranno gestite per la prima volta interamente da privati.

Ero fiducioso, stavolta, che dopo i disastri di anni e anni, storie di fallimenti, di debiti,  di gente mai in grado di guardare oltre la punta del proprio naso, finalmente il bene più importante del nostro patrimonio comunale (sito nello stabilimento fortemente voluto e abilmente ottenuto dal compianto Sindaco degli anni ’50, Vincenzo Telese) fosse andato nelle mani giuste.

Antonio Fimiani e sua moglie Anastasia di certo non avevano alcuna necessità di complicarsi la vita: lui ormai un guru della posturologia europea, lei deus ex machina di terme, estetica e benessere del Gruppo Leohotels. Ciononostante, hanno accettato la sfida, prendendo di petto una situazione imprenditoriale certamente non facile da affrontare.

Ma se è vero che dalle rovine, talvolta, è più facile ricostruire, Antonio e Anastasia sembra proprio che abbiano cominciato col piede giusto: entrare oggi all’ex Ischia Thermal Center dà una sensazione di freschezza, pulizia, accoglienza e professionalità. Dalle divise del personale -diverse per ciascun reparto- ai gradevoli colori pastello, dal restyling degli ambienti all’entusiasmo palpabile di 39 dipendenti apparsi rinati e super stimolati dopo così poco tempo, i Fimiani sembrano aver conferito enorme dignità da un giorno all’altro alla nostra più importante risorsa pubblica e ad un marchio che può e deve rappresentare al meglio l’unicità della proposta turistica targata Ischia.

L’in bocca al lupo è d’obbligo, ma la certezza di un buon risultato (nonostante i tempi duri e qualche inutile quanto pericolosa presenza nell’entourage di cui spero si accorgeranno presto) travalica la semplice speranza e il mero ottimismo. Bravissimi!

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Banchina megayachts: l’affare LUISE-COMUNE ISCHIA c’è e si vede!

Oggi sono finalmente entrato in possesso di una copia del contratto di cui avevo avuto fondata notizia sin dal 29 giugno scorso e che, contrariamente alla risposta fornita alla mia interrogazione ben un mese dopo, esisteva eccome ed era già stato stipulato sin dal 18 giugno: come dire, la mano destra che, nonostante lunghe (quanto inutili) verifiche, non sa (o fa finta di non sapere) quello che fa la sinistra.

ISCHIA RISORSA MARE s.r.l. e MARINE DI ISCHIA s.r.l. (società interamente controllata dal noto gruppo Luise) hanno quindi stipulato un contratto “su misura” che, a mio avviso, non può essere considerato valido. Sia perché Ischia Risorsa Mare non ha alcun titolo a sottoscrivere contratti in nome e per conto del Comune di Ischia, titolare della concessione del tratto di banchina; sia perché entrambe le società sono inadempienti, per non aver provveduto alla riscossione e al pagamento dei 50.000 euro dovuti, contestualmente alla sottoscrizione del contratto, come previsto all’art. 2 dello stesso.

Oltretutto va ricordato che si paventa a seguito di tali atti un notevole danno economico per l’Ente, oltre a una sub-concessione non autorizzata a favore della MARINE DI ISCHIA (art. 45-bis del Codice della Navigazione) e che per colpa di tali atti illegittimi il Comune di Ischia potrebbe subire finanche la revoca della concessione da parte della Regione Campania. Atteggiamenti incompetenti e irresponsabili, quelli del sindaco Ferrandino e dei suoi uomini, che continuano a gestire la cosa pubblica come se fosse casa loro e in barba alla Legge, e che ho provveduto a segnalare a tutte le Autorità preposte, auspicando che questo modo irresponsabile di amministrare il Paese subisca quanto prima le giuste censure.

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